domenica 6 gennaio 2013

Verdi Re-load in Quotidiano Arte 7 gennaio

lunedì 7 gennaio 2013
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Il programma per ragazzi varato dalla Fondazione Toscanini, in scena dal 10 gennaio
Verdi Re-load
Giuseppe Pennisi
Nell’anno del bicentenario appena iniziato, la Fondazione Toscanini vara un programma per i ragazzi: Verdi Reloaded in scena dal 10 gennaio 2013 ore 11.15 all’Auditorium Toscanini di Parma.
Basato sulla finzione di un Giuseppe Verdi, omonimo e pro-pronipote del compositore, che vuole sperimentare se sia ancora possibile una carriera operistica come quella del suo antenato, lo spettacolo ripercorre alcune delle più significative arie e sinfonie del repertorio verdiano, interpretate dall’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna diretta da Alessandro Nidi, con le voci soliste del soprano Valentina Vitti, del tenore Yung Seung Hwan, e la voce recitante di Roberto Recchia.
Verdi Reloaded, nel suo essere un po’ manuale di composizione musicale, un po’ biografia non autorizzata, un po’ divertimento puro, è un progetto che esce dagli schemi più consueti delle inevitabili celebrazioni del bicentenario per chiarire la grandezza del contributo di Verdi nel panorama musicale mondiale.  
“Il linguaggio del melodramma – spiega Roberto Recchia – appare alle nuove generazioni come una forma di comunicazione a dir poco fuori dal tempo, lenta rispetto alla velocità ‘rock’ della televisione o di internet. Noi prendiamo la biografia di Verdi, alcune sue lettere, articoli di giornale attraverso i quali mettiamo a fuoco il carattere del personaggio, di un uomo che ha intrapreso l’ardua avventura di vivere con caparbietà e anticonformismo. Aggiornando le sue arie come fossero canzoni, oppure affrontando verdianamente i successi d’oggi. Con un pizzico di affettuosa (e sana) irriverenza, vogliamo arrivare a dimostrare che a volte basta solo variare un po’ la forma per scoprire che la sostanza verdiana è ancora viva e pronta ad esplodere come un vulcano in piena attività”. 
“Proiettare in avanti la musica di Verdi, – racconta Alessandro Nidi – portarla nel '900, ma anche ai nostri giorni: per toccarne con mano, se avessimo ancora qualche dubbio, la sua autentica modernità. Possiamo dimostrarlo intervenendo direttamente sulla sua musica, reinventando ad esempio ‘Noi siam zingarelle’ attraverso un ritmo carico di blue notes alla Dave Brubeck, oppure per rimanere in tema, dando alla prima parte del Preludio del Simon Boccanegra un sound blues per poi farlo risuonare nel segno di un romanticismo roboante come quello di Rachmaninov. Sono tutte variazioni-trasformazioni possibili, perché le epoche e gli stili musicali sono più vicini di quanto noi pensiamo. Non nascondo di essermi divertito mentre creavo un’atmosfera tangosa per ‘Addio al passato’ della Traviata e a trasformare l’'Ave Maria' dell’Otello in una lenta ballade.  L’irresistibile ‘Tutto nel mondo è burla’ del Falstaff, l’ultima opera di Verdi che si affaccia sul Novecento, l’ho fatta riscrivere a un trio di compositori di quel secolo che portano il nome di Ravel, Stravinskij e Schönberg. Spingendo ulteriormente l’acceleratore, ho trasformato in stile klezmer la Sinfonia del Nabucco, prendendo come pretesto la vicenda legata alla storia ebraica. Se fino ad ora ho dovuto lavorare molto per cambiare i connotati degli originali, un brano come ‘Di Provenza il mare, il suol’ dalla Traviata, cambiato soltanto di poco diventa sorprendentemente una splendida canzone di Bob Dylan”.









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