martedì 28 marzo 2017

Il caso Ettore Majorana arriva sui palcoscenici in Sussidiario del 28 marzo



OPERA & CRONACA/ Il caso Ettore Majorana arriva sui palcoscenici Pubblicazione:mercoledì 29 marzo 2017 Redazione Un bozzetto dello spettacolo su Ettore Majorano Un bozzetto dello spettacolo su Ettore Majorano Un progetto ambizioso e innovativo porterà sulla scena, con debutto mondiale il prossimo settembre 2017, l’opera lirica ‘Ettore Majorana *Cronaca *di infinite scomparse’. Uno spettacolo interamente creato, dalla stesura del libretto, alla composizione musicale, alla regia, da professionisti under 35 e prodotto, per l’apertura della stagione 2017/2018, da//OperaLombardia*, *il brand *che *raggruppa in un unico grande cartellone d’opera**i cinque teatri di tradizione della Lombardia /(Fondazione Donizetti di Bergamo, Teatro Grande di Brescia, Teatro Sociale di Como, Teatro Ponchielli di Cremona e Teatro Fraschini di Pavi/a). E’ un lavoro dall’ampio respiro, a dir poco intrigante, che affronta, alle soglie dell’80esimo anniversario della scomparsa di Ettore Majorana, una delle storie più incredibili e misteriose del Novecento. L’attualità del personaggio e della sua ricerca scientifica sono indiscusse, infatti, nonostante Majorana sia vissuto ormai un secolo fa, fu un fisico profetico per la sua epoca. Alcuni dei suoi lavori sulle particelle elementari, sulle forze nucleari e sull’antimateria sono tutt’oggi oggetto di studio. La scelta del soggetto pone inoltre l’interessantissima messa a confronto tra due mondi, quello della scienza, in particolar modo della fisica, con quello della *musica*. Ispirati dalle teorie di Ettore Majorana sulla fisica teorica e meccanica quantistica, si è scelto di raccontare la sua storia con un taglio quasi /noir, /poliziesco, nel tentativo di scrivere una nuova opera lirica e rompere gli schemi, smentire gli stereotipi che oggi separano il largo pubblico da questo genere artistico, così come dalla fisica teorica che, a causa della sua complessità, risulta ai più tutt’altro che popolare. Il tutto avviene proprio all’interno di uno ‘spazio musicale’ dal momento in cui,**anche la musica, segue leggi matematiche e fisiche. * * Cosa vuol dire fare *opera lirica oggi*? Rispondono gli autori dell’opera:/‘Se è vero che il ‘900 ci ha portati verso il concetto di ‘frammentazione’, dove ci sta portando il XXI secolo? La nostra risposta a queste questioni è andata verso la nozione di ‘realtà aumentata’. In un mondo in cui il progresso tecnologico ci ha immerso in una realtà che va oltre a quella fisica classica che conoscevamo, non potevamo certo scegliere di fare un’opera che parlasse al pubblico odierno senza tenere conto di questo fondamentale aspetto della nostra contemporaneità. Proprio da questa considerazione derivano le nostre scelte, in primis quella del soggetto del nostro racconto: Ettore Majorana’./ * * Siamo di fronte ad un’/opera totale/, un nuovo teatro musicale che indaga la contemporaneità con tutti gli strumenti possibili, alla ricerca di nuove soluzioni artistiche e di linguaggio. Una nuova spinta artistica che promuove progetti inediti e contemporanei, nata all’interno di *OperaLombardia.* * * Nel triennio 2015-17, *OperaLombardia* ha avviato l’ambizioso progetto di promuovere l’opera contemporanea nella stagione lirica, con nuove commissioni. In particolare con il Concorso internazionale */Opera Oggi/* ha promosso la realizzazione di un’opera lirica ‘totale’ che comprendesse la stesura del libretto poetico, la creazione musicale e la regia, da parte di professionisti under 35 anni * * Nel novembre 2015, giuria, presieduta dal Maestro Giorgio Battistelli e composta da registi, drammaturghi, compositori e direttori artistici dei teatri coproduttori, ha scelto il team artistico vincitore, dopo aver analizzato gli oltre 50 progetti pervenuti da tutta Europa. Roberto Vetrano, /compositore, /Stefano Simone Pintor, /regista e librettista /e Gregorio Zurla, /scenografo e costumista /sono gli autori dell’opera L’opera vincitrice, pubblicata dalla casa editrice Ricordi, sarà prodotta e circuiterà nelle stagione liriche 2017/18 dei teatri di *OperaLombardia*, di Magdeburg (Germania) e al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia (Spagna). Il cast dei cantanti è stato selezionato nel gennaio 2017 dalla 68° edizione del Concorso per Giovani Cantanti Lirici d’Europa dell’AsLiCo. Il progetto che tocca aspetti nevralgici della nostra contemporaneità, non poteva che spalancare le porte all’ ampio studio sull’argomento. Interessanti approfondimenti ed una costante collaborazione con il mondo della Scienza, della Filosofia e della Scuola faranno da corollario in attesa del grande debutto. Oltre alla collaborazione con *BergamoScienza*, a partire da maggio sono in programma conferenze gratuite (di seguito il calendario) organizzate dal *Teatro Sociale di Como*, in collaborazione con *l’Università degli Studi dell’Insubria*, che si svolgeranno anche all’interno di *Parolario 2017*, la celebre manifestazione comasca dedicata alla cultura nel suo senso più vasto e nell’ambito di *Fai il pieno di cultura*. © Riproduzione Riservata

Ecco l’assist del Fmi a Gentiloni e Padoan in vista della manovra



Ecco l’assist del Fmi a Gentiloni e Padoan in vista della manovra

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Ecco l’assist del Fmi a Gentiloni e Padoan in vista della manovra
I ministri – lo si legge su tutti i giornali – si stano strappando i capelli nella preparazione della “manovrina” di aprile e del Documento di Economia e Finanza (DEF), propedeutico alla legge di bilancio.
Le ragione dei contrasti sono note e stanno avvelenando anche la preparazione del congresso Pd. Anzi riguardano soprattutto il Pd. Tra le varie “anime” del Partito, come si diceva un tempo, una è seriamente preoccupata dagli obblighi europei, derivanti da Trattati ed accordi governativi che l’Italia ha sottoscritto. Un’altra, invece, è letteralmente angosciata dall’avvicinarsi delle elezioni e dall’assillo che se il gruppo dirigente che ha alloggiato a Palazzo Chigi negli ultimi anni non vi rientra subito verrà logorato e non ci tornerà mai più. L’ossessione è tale che non solo propone di vendere parte della Cassa Depositi e Prestiti per disporre della liquidità con cui fare regalie elettorali, ma ha messo nei guai lo stesso Cnel che dopo tante tensioni aspirava ad un periodo di tranquillità, scatenando una battaglia tra un burocrate di rito renziano e tutto il Consiglio. L’ambizione sarebbe quella di mostrare lo scalpo di un Cnel depotenziato non essendo riuscito a fare abrogare l’articolo delle Costituzione che lo riguarda.
Tuttavia, guardando alle cifre gli spazi per regalini elettori non ci sono e lo stesso eventuale depotenziamento del Cnel (500 mila euro) non porterebbe liquidità da distribuire. Per essere in linea con i nostri impegni (e soprattutto con quello che si aspettano i mercati) occorre trovare 3,4 miliardi di euro entro pochi giorni e ben 20 miliardi di euro (o giù di lì) entro settembre, quando si prepara la legge di bilancio. L’apertura al mercato della Cdp porterebbe 5-6 miliardi al massimo e sarebbe discutibile utilizzarli per fare cadeau elettorali. Si parla di misure che sarebbero altamente impopolari come l’aumento dell’IVA sui generi alimentari, libri ed altri prodotti dal 10% al 13%, di ritocchi alle accise sulla solita benzina ed altre cosette.
E’ significativo un documento posto il sito del Fondo monetario internazionale il 23 marzo e di cui pare nessuno si sia accorto nonostante sia stato firmato da due economisti del Fondo (Eric Eyraud e Tigran Poghosyan) ed uno della Commissione Europea (Vitor Gaspar) e riguardi l’uso politico delle politiche di bilancio (Fiscal Politics in the Euro Area IMF Working Paper No 17/18).
Il documento è un indubbio assist a quanti vogliono tenere la barra ritta (indubbiamente il presidente del Consiglio, il ministro dell’Economia e delle Finanze, il ministro delle Sviluppo Economico ed altri). Lo studio analizza la politique d’abord nelle politiche di bilancio dei 19 Stati dell’eurozona dal 1999 al 2015 sulla base dei consuntivi di bilancio, da cui si evincono i regali elettorali di ciascuno dei 19. In breve, tutti hanno trasgredito. Chi più chi meno. C’è anche un utile confronto con federazioni come gli USA ed il Canada in cui, rispettivamente, gli Stati e le Province hanno ampia libertà di manovra. Le sanzioni ci sono state anche quando le autorità politiche ed amministrative hanno concesso flessibilità. Le hanno impartite i mercati che, ammoniva Luigi Einaudi, si vendicano sempre.
Non si tratta di fare la voce più o meno grossa con l’UE ma di evitare ulteriori declassamenti dei nostri titoli.

I robot devono pagare le imposte? in Impresa Lavoro 28 marzo



I robot devono pagare le imposte?

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I robot devono pagare le imposte? Non è stata solo una boutade quella di Bill Gates il fondatore di Microsoft, l’uomo più ricco del mondo. «Oggi se un essere umano guadagna 50 mila dollari all’anno, lavorando in una fabbrica, deve pagare le imposte. Se un robot svolge gli stessi compiti, dovrebbe essere tassato allo stesso livello». Messa così può sembrare quasi una provocazione ma, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, Gates si è proiettato nel futuro ormai prossimo: «Non ritengo che le aziende che producono robot si arrabbierebbero se fosse imposta una tassa. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può generare profitti con risparmi sul costo del lavoro». Il miliardario americano sembra prospettare una doppia imposizione. Dovrebbero pagare un prelievo extra sia le aziende che costruiscono i robot sia le imprese che li installano per sostituire la manodopera di uomini e donne.
Solo negli Stati Uniti circa otto milioni di posti potrebbero essere bruciati dall’automazione. In Gran Bretagna, secondo alcune stime, sarebbero addirittura 15 milioni. Le previsioni, però, oscillano. Uno studio di McKinsey giunge alla conclusione che, se si considera «l’attuale tecnologia», solo il 5 per cento delle occupazioni attuali verrebbe cancellato dai robot. Ma il ragionamento, naturalmente, deve tenere conto dei progressi tumultuosi e allora la soglia di sostituzione tra uomo e macchina può salire fino al 45 per cento. Il dibattito è in pieno sviluppo su piani diversi. Da quello filosofico con la tesi del trionfo finale della tecnica (sostenuta da Emanuele Severino) alle implicazioni etiche fino a quelle tributarie.
Sul tema esiste già una letteratura sterminata. Ecco un elenco dei testi scaricati più frequentemente:
·         Jennifer Bird-Pollan (Kentucky), Utilitarianism and Wealth Transfer Taxation, 69 Ark. L. Rev. 695 (2016)
·         Marco Bonomo (Insper Institute of Education and Research), Joao De Mello (Pontifical Catholic University of Rio de Janeiro), and Lira Mota (Columbia Business School), Short-Selling Restrictions and Returns: A Natural Experiment
·         Leopoldo Fergusson (Universidad de los Andes), Carlos Molina (Universidad de los Andes), and Juan Feipe Riaño (University of British Columbia), I Evade Taxes, and So What? A New Database and Evidence from Colombia
·         Jeremiah Harris (Kent State) and William O’Brien (University of Illinois at Chicago), The Effect of the U.S. Worldwide Taxation Policy on Domestic Mergers and Acquisitions
·         Jost Heckemeyer (Leibniz Universität Hannover) and Pia Olligs (University of Cologne), ‘Home Sweet Home’ versus International Tax Planning: Where Do Multinational Firms Hold Their U.S. Trademarks?
·         Daniel Hemel (Chicago), Pooling and Unpooling in the Uber Economy, 2017 U. Chi. Legal Forum (forthcoming)
·         David Kamin (NYU) and Brad Setser (Council on Foreign Relations), House Plan’s Bad Math: Over-Estimates of Revenue from a Border Adjustment, Tax Notes (forthcoming 2017)
·         Jacqueline Lainez (University of the District of Columbia), Holding U.S. Corporations Accountable: The Convergence of U.S. International Tax Policy and International Human Rights
·         Wayne L. Nesbitt, Edmund Outslay, and Anh Persson (Michigan State), The Relation Between Tax Risk and Firm Value: Evidence from the Luxembourg Tax Leaks
·         Adam J. Olson (Cincinnati), Consequences of Executive Focus on Support Activities: Evidence from Executive Influence on Firm Tax Strategy
·         Dhruv Sanghavi (Maastricht University), BEPS Hybrid Entities Proposal: A Slippery Slope, Especially for Developing Countries, 85 Tax Notes Int’l 357 (Jan. 23, 2017)
·         Richard Schmalbeck (Duke), Jay A. Soled (Rutgers), and Kathleen DeLaney Thomas (North Carolina), Advocating A Carryover Tax Basis Regime, Notre Dame L. Rev. (forthcoming)
·         Samer E. Semann (Purdue), Tax Avoidance, Income Diversion, and Shareholder Value: Evidence from a Quasi-Natural Experiment
·         Anindya Sen (University of Waterloo), Smokes, Smugglers and Lost Tax Revenues: How Governments Should Respond, C.D. Howe Inst., Commentary No. 471 (Feb. 2017)
·         Antony Ting (University of Sydney), Base Erosion by Intra-Group Debt and BEPS Project Action 4’s Best Practice Approach – A Case Study of Chevron, 2017 British Tax Rev. no. 1, at 80
A mio avviso, il testo più utile, più conciso e più direttamente mirato al tema resta il paper di Ryan Abbot e di Bret N. Bogenschneider (ambedue della University of Surrey) messo sulla rete il 24 marzo. Per averlo, basta scrivere a  drryanabbot@gmail.com In sintesi, il papero sottolinea che le tecnologie oggi esistenti possono automatizzare gran parte delle funzioni del lavoro. Il loro costo decresce mentre quello del lavoro umano aumenta. Questa determinante – unitamente con il progresso tecnico in materia di informatica, intelligenza artificiale e robotica – induce a prevedere che ci saranno perdite significative di posti di lavoro e un aumento dell’ineguaglianza dei redditi. Coloro che hanno  responsabilità politiche stanno dibattendo come trattare questi temi. Gran parte delle proposte riguardano gli investimenti in formazione o nella spesa sociale per attutire le conseguenze dell’automazione. L’importanza della politica tributaria è stata sottovalutata, affermano Abbot e Bogenschneider. A loro parere i sistemi tributari incentivano l’automazione anche quando non è socialmente efficiente. Infatti, gran parte del gettito proviene dall’imposta sul reddito, un’imposta che i robot non pagano a ragione di sistemi tributari che tassano il lavoro piuttosto che il capitale. I robot sono, quindi, pessimi contribuenti. Secondo Abbot e Bogenschneider occorre cambiare rotta. Il sistema tributario deve essere almeno neutrale tra lavoro e capitale, ossia tra lavoro dei robot e degli esseri umani. Ciò può essere realizzato abolendo le deduzioni o detrazioni tributarie per l’automazione oppure creando un’imposta sull’automazione oppure ancora aumentando le imposte sulle persone giuridiche o meglio ancora una combinazione  di queste proposte.
Per affascinanti che siano queste proposte hanno il profumo di  luddismo, un movimento di protesta operaia sviluppatosi all’inizio del diciannovesimo secolo in Gran Bretagna e caratterizzato dal sabotaggio della produzione industriale. Macchinari come il telaio meccanico, introdotti durante la rivoluzione industriale, erano infatti considerati una minaccia dai lavoratori salariati perché causa dei bassi stipendi e della disoccupazione. Il nome del movimento deriva da Ned Ludd, un giovane forse mai esistito realmente che nel  1779  avrebbe distrutto un telaio in segno di protesta. Ludd divenne simbolo della distruzione delle macchine industriali e si trasformò nell’immaginario collettivo in una figura mitica: il Generale Ludd, il protettore e vendicatore di tutti i lavoratori salariati oppressi dai padroni e sconvolti dalla rivoluzione industriale.

Giovani e giovanissimi si mettono all’Opera in L'Opinione 28 marzo



Giovani e giovanissimi
si mettono all’Opera
di Giuseppe Pennisi
28 marzo 2017POLITICA
http://www.opinione.it/media/1376556/11-teatro-i.jpg 
Di norma le Fondazioni liriche programmano da 3-4 (Firenze) a 9-10 (“La Scala” di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma, “La Fenice” di Venezia, il Teatro Lirico di Cagliari) turni di abbonamento e altrettante repliche per ciascuno spettacolo. Ma su “quel ramo del ramo di Como” c’è un piccolo Teatro sociale che sbanca tutti, almeno per un’opera l’anno.
Per questa stagione sono programmate ben 140 repliche in Italia e altre sono in via di definizione in altri Paesi europei (l’Aslico – L’associazione lirica concertistica italiana ha base a Como presso il Teatro sociale e da anni collabora con reti di teatri francesi e tedeschi nell’ambito di un programma per educare le nuove generazioni al teatro in musica). Il percorso dell’edizione di quest’anno conduce gli studenti alla scoperta de “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini attraverso attività scolastiche divertenti per imparare a cantare alcune arie e costruire piccoli oggetti di scena con cui giocare dal proprio posto in platea e diventare “coprotagonisti” di un vero e proprio spettacolo di opera lirica.
Il primo progetto, “Opera Domani”, che tuttora fa parte della piattaforma “Opera Education”, è nato 21 anni fa dall’idea di creare una proposta musicale per i ragazzi che potesse educare le nuove generazioni all’enorme e ricco patrimonio rappresentato dalla musica lirica. Allora non esisteva nulla di simile in Italia e l’obiettivo è stato fin da subito quello di interessare il pubblico di bambini e di ragazzi utilizzando gli strumenti adeguati alla loro età e proponendo un percorso scolastico che fosse divertente e al tempo stesso interessante e che li facesse sentire protagonisti, coinvolgendoli in prima persona nel processo di apprendimento. Ma c’è dell’altro.
Parallelamente a ciò, l’idea di Opera Domani comportava anche il coinvolgimento di giovani artisti (cantanti, registi, attori, scenografi, musicisti, organizzatori) chiamati alla produzione di opere liriche “adattate” a un pubblico di ragazzi. Una vera sfida! Il progetto è stato da subito quella di educare i bambini all’opera vera per creare veri spettatori di domani: i ragazzi sono coinvolti in uno spettacolo “da grandi” per diventare “grandi spettatori” (o attori, cantanti, registi, musicisti, organizzatori, critici!). Al primo progetto si sono aggiunte negli anni proposte per tutte le fasce d’età: Opera Kids, rivolto ai bambini delle scuole materne, Opera it, pensato per i liceali, Orchestra in gioco, il progetto dedicato alla musica sinfonica, Opera Baby per i neonati fino a 36 mesi e, l’ultimo, Opera meno 9, per le mamme in attesa. Ognuno dei progetti dedica percorso e produzione teatrale a un autore, esplorandolo e adattandolo al pubblico di riferimento. Opera Education è la piattaforma per i giovani che racchiude tutte le possibilità di educazione alla musica lirica e sinfonica.
Non c’è distinzione di pubblico, Opera Education e tutti i suoi progetti vengono seguiti sia dai ragazzi che provengono dai centri delle città sia dalle periferie che da piccoli paesi più difficili da raggiungere. Dopo il successo di Opera Domani, che si rivolgeva principalmente a bambini di scuola elementare e media, l’Aslico ha ora esteso le proposte a tutte le fasce d’età comprese tra gli 0 e i 18 anni. Per gli asili nido la musica del “Barbiere” intreccia momenti di dolcezza a momenti di allegria, riflettendo nei suoni emozioni già ben riconoscibili in questa fascia di età. Uno spettacolo per i bambini dagli 0 ai 36 mesi fatto di piccoli suoni, di sillabe e musica che riesce a raccontare una storia di amore e di amicizia con delicata sensibilità. Un vecchio brontolone, un amore ostacolato. Poi c’è Figaro, “Il Barbiere di Siviglia”, che aiuta gli innamorati a coronare il loro sogno di amore, vincere la paura del vecchio brontolone e godersi il lieto fine. Una rappresentazione molto chiara e fedele nella sua semplicità all’opera. Tra baffi, parrucche, spazzole, pettini e lettere d’amore si svolge questa storia originale, che stimola tante suggestioni nel coloratissimo contesto di Siviglia.