domenica 19 maggio 2013

Piccole e grandi misure per salvare l’italianissima “Musa bizzarra e altera” in Formiche 19 maggio



Piccole e grandi misure per salvare l’italianissima “Musa bizzarra e altera”
18 - 05 - 2013Giuseppe Pennisi Piccole e grandi misure per salvare l'italianissima "Musa bizzarra e altera"
L'olandese volante ovvero Il sogno dal mare 1
L'olandese volante_1
L'olandese volante (platea di bambini)

Il musicologo tedesco Herbert Linderberger, in un libro di successo di una venticinquina di anni fa, chiama ‘musa bizzarra e altera’ l’opera lirica e ne sottolinea l’italianità: grazie all’opera, tra l’altro, la nostra è diventata la lingua franca delle corti e dei ceti intellettuali almeno due secoli prima della creazione del
Regno d’Italia. Eppure proprio da noi la lirica sta morendo. Lo ha sottolineato, ad esempio, un saggio apparso sul trimestrale di Monaco di Baviera Max&Joseph lo scorso ottobre; nel lavoro si documentava come il Festival Verdi stesse tirando le cuoia proprio nell’anno del bicentenario del compositore. Da allora la situazione è peggiorata: quattro delle 13 fondazioni liriche sono commissariate e le altre stanno boccheggiando.
Una ricca inchiesta pubblicata sul numero di maggio del mensile Classic Voice documenta la gravità della situazione, specialmente la bassa produttività se raffrontata con un campione di teatri stranieri e i conseguenti alti costi. Soprattutto il pubblico comincia a scarseggiare: le nuove generazioni voltano le spalle ad una forma di spettacolo, e di arte, che non si rinnova. Basta pensare che negli Stati Uniti nel solo 2010 (anno di grave crisi) sono state date a battesimo dieci prime mondiali (spesso tratte da romanzi e film italiani) e i teatri (poco sovvenzionati) sono pieni di giovani: la stagione 2015 della San Francisco Opera verrà inaugurata da La Ciociara di Marco Tutino che sta scrivendo libretto e musica dal romanzo di Moravia e dal film di De Sica. Non solo in Cina sono in costruzione cento teatri per ospitare ‘l’opera italiana’, così chiamata per distinguerla da quella ‘pechinese’.
I problemi sono molteplici: dalla politica del settore alla gestione dei teatri. Un’iniziativa importante in corso da molti anni (ma su cui c’è poca attenzione mediatica) è quella svolta da Opera Domani per preparare giovani (e bambini) all’opera . Opera Domani è nato 17 anni fa dall’idea di creare una proposta musicale per i ragazzi che potesse educare le nuove generazioni all’enorme e ricco patrimonio rappresentato dalla musica lirica. Allora non esisteva nulla di simile in Italia e l’obiettivo è stato fin da subito quello di interessare il pubblico di bambini e di ragazzi utilizzando gli strumenti adeguati alla loro età e proponendo un percorso scolastico che fosse divertente, interessante e che li facesse sentire protagonisti, coinvolgendoli in prima persona nel processo di apprendimento. Parallelamente a ciò l’idea di Opera Domani comportava anche il coinvolgimento di giovani artisti (cantanti, registi, attori, scenografi, musicisti organizzatori) chiamati alla produzione di opere liriche “adattate” ad un pubblico di ragazzi. I ragazzi sono coinvolti in uno spettacolo “da grandi” per diventare “grandi spettatori” (o attori, cantanti, registi, musicisti, organizzatori, critici..!).
Al primo progetto poi si sono aggiunti negli anni gli altri tre: Opera Kids, rivolto ai bambini delle scuole materne, Opera it, pensato per i liceali e Orchestra in gioco, il progetto dedicato alla musica sinfonica. Ognuno dei progetti dedica percorso e produzione teatrale ad un autore, esplorandolo ed adattandolo al pubblico di riferimento. Opera Education è la piattaforma per i giovani che racchiude tutte le possibilità di educazione alla musica lirica e sinfonica.
Opera Domani è nata a Como ma le sue produzioni (una l’anno) girano per tutta Italia (e non solo) . Quest’anno l’Olandese volante di Wagner, appositamente adattato, viaggia in 22 teatri italiani, oltre che in teatri tedeschi ed olandesi dato che è co-prodotto dall’Aslico di Como con i Teatri dell’Opera di Magdenburg e Rouen. La tournée è iniziata in febbraio. Ho visto lo spettacolo al Teatro Olimpico, nel quadro della stagione dell’Accademia Filarmonica Romana, il 16 maggio. In una platea piena di bambini che cantavano, in italiano, francese e tedesco, le parti corali.
Il libretto è ovviamente adattato e le due ore e mezzo dei tre atti sono concentrate in 65 minuti senza intervallo. In breve, una giovane fanciulla di nome Senta, un vecchio granaio, un sogno mitico, un fantastico personaggio perseguitato da una maledizione, marinai e fantasmi include Vincitore del Concorso Europeo “Wagner200″ per la produzione di un’opera di Wagner per il giovane pubblico, questo nuovo allestimento, per la regia di Lucas Simon, affiancato da un promettente team francese e l’adattamento musicale di Samuel Sené, mette in scena un Olandese volante all’insegna della meraviglia: per i più piccoli alle prime armi con l’opera, per gli adulti che non si stancano mai di stupirsi.
L’Orchestra 1813 è diretta dal maestro Alessandro Fabrizi, scene di Damien Schahmaneche, costumi di Clara Ognibene, light designer di Benjamin Nesme, i video sono di Etienne Guiol e Didier Illouz. In scena i vincitori del 64° Concorso AsLiCo per giovani cantanti d’Europa: Choi Byunghyuk (Olandese), Benedetta Bagnara (Senta), Paolo Andrea Di Pietro (Daland), Rosolino Cardile (Erik e Il timoniere), Raffaella Lupinacci (Mary), Deborah De Bernardi e Ivana Franceschini (Filatrici e Marinai).
L’allestimento è coprodotto da Teatro Sociale di Como AsLiCo (Italia), Opéra de Rouen (Francia), Theater Magdeburg (Germania). Nella versione drammaturgica del giovane regista francese Lucas Simon, Senta è una ragazza di oggi, romantica e attratta dal mistero: esplorando la soffitta del nonno si imbatterà in curiosi cimeli marinareschi che sapranno rapire la sua immaginazione e trasportarla nel cuore di un’incredibile avventura. Una feluca da capitano, il misterioso ritratto di un oscuro e affascinante lupo di mare e un vecchio fonografo la faranno sprofondare in uno stranissimo sogno… Realtà o soltanto fantasia? Gli ingredienti per un’ottima riuscita ci sono tutti: il sinistro vascello fantasma, i suggestivi richiami dei marinai e i trascinanti leitmotiv wagneriani non mancheranno di conquistare il pubblico.
“Curiosare, frugare e scoprire, tutto inizia come al principio di un sogno – racconta il regista Lucas Simon -, e all’improvviso Senta viene trascinata in un’avventura straordinaria. Gli elementi si scatenano e delle onde enormi invadono il palcoscenico. Ci sembra di essere da qualche parte sul mare, a meno che siamo forse sotto il mare? Panico a bordo. Ma a bordo di cosa? Con chi? Dove siamo? La tempesta infuria, il vento soffia, il mare urla. Dei bauli pieni d’oro maledetto e di perle nere si aprono, il vecchio organo intona una musica lugubre, il timone del vecchio vascello si anima. È in un universo sospeso tra la magia dei sogni e la poesia degli oceani che voi viaggerete”.
L’interattività il punto di forza della produzione : i ragazzi, preparati in classe dai professori di Aslico, avranno un ruolo attivo nello spettacolo, partecipando dalla platea ai cori e all’azione scenica.
Un’esperienza entusiasmante. L’anno prossimo andrà in scena Aida di Verdi: solo in Italia toccherà 26 città, per 107 repliche ed un pubblico (atteso) di 150.000 ragazzi, 20.000 genitori e 4.000 insegnanti.


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