lunedì 10 settembre 2012

Cherubini «massonico» fra angeli e demoni in Avvenire 11 settembre


Cherubini «massonico» fra angeli e demoni


DA PERUGIA GIUSEPPE PENNISI

U n vero e proprio debutto, a cir­ca 230 anni da quando il lavo­ro è stato composto. Alla Sagra Musicale Umbra il concerto che ha, si­no ad ora, attirato maggiore interesse (forte anche la presenza di critici di al­tri Paesi, ad esempio americani e bri­tannici) è stata la prima esecuzione as­soluta di Amphion, ou l’Alliance de la Musique à la Maçonnerie , cantata per tenore, coro ed orchestra, composta da Luigi Cherubini su commessa della loggia parigina Olympique nel 1786 e, sino alla sera del 9 settembre 2012, mai eseguita. Ci sono due i­potesi su perché venne accantonata: secondo una, la partitura era troppo complessa per il modesto complesso strumentale della log­gia; secondo altri, la cantata prevede un coro con voci fem­minili (la massoneria francese non am­metteva donne). Una chiosa è impor­tante: la cantata «massonica» venne composta proprio nella fase più fe­conda delle composizioni sacre (Mes­se, oratori) di Cherubini. La contrad­dizione è solo apparente. Una Lettera apostolica di papa Clemente XII invi­tava nel 1736 i sovrani cattolici di non ammettere i massoni ai Sacramenti. Tuttavia, numerosi non presero alcuna misura attuativa: nel cattolicissimo Im­pero austriaco il divieto venne appli­cato solo a partire dal 1795. Perché? In Austria (incluso il Lombardo Veneto), Baviera e Francia c’era una fitta e in­fluente rete di cattolici massoni (lo era lo stesso arcivescovo-principe di Sali­sburgo in epoca mozartiana) a ragione dei nessi tra massoneria e illuminismo, che aveva fortemente influenzato i ce­ti dirigenti. Pochi sanno che dopo an­ni di libera professione con scarso suc­cesso, il “noto” massone Wolfgang A­madeus Mozart trovò, pochi mesi pri­ma di morire, un impiego come mae­stro di cappella della più importante Chiesa di Vienna, Santo Stefano.

Amphion ,
tratta dalla mitologia greca, è una cantata gioiosa sul valore della musica; anticipa, per molti aspetti, l’o­pera Démophoon, sempre di Cherubi­ni, rappresentata con successo una ventina di anni fa a Roma. Richiede un tenore lirico che sap­pia, in certi momenti, “spingere”, un’orche­stra molto abile nei fia­ti e negli ottoni, e un coro piccolo ma tale da sembrare vastissimo. A Perugia è stata esegui­ta dalla Kölner Akade­mie di Colonia concer­tata da Michael A­lexander Willens, con il tenore Andreas Kara­siak e un coro composto interamente da solisti dell’accademia. Successo en­tusiasmante, con un quarto d’ora di o­vazioni e un bis del finale. Ne verrà trat­to un disco che sarà disponibile il pros­simo inverno. L’esecuzione della cantata si inquadra in una Sagra dedicata al tema dello scontro tra Angeli e Demoni, ossia tra il Bene e il Male. Prima del lavoro “mas­sonico” è stato eseguito l’Ecce Panis An­gelorum (1816) sempre di Cherubini. Il tema programmatico viene, come è consuetudine della Sagra, realizzato, nei 13 appuntamenti, attuato con gran­de rigore. Al termine di questa edizio­ne viene conferito il premio “Francesco Siciliani” in seguito a un concorso in­ternazionale per un’opera di musica sacra con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura.

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Alla Sagra musicale umbra prima esecuzione di «Amphion», cantata che esalta il valore dell’armonia

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