sabato 24 novembre 2012

Tristan und Isolde nell'era dell'euro in Milano Finanza 24 novembre



InScena
Tristan und Isolde nell'era dell'euro
di Giuseppe Pennisi

Tristan und Isolde di Wagner in scena alla Fenice fino al 1° dicembre si presta a un raffronto con l'edizione che inaugurò La Scala nel 2007, anche perché il protagonista è lo stesso, Ian Storey, allora al debutto nel ruolo. La concertazione di Myung Whun Chung è solo leggermente dilatata, l'opera dura circa mezz'ora in meno rispetto alla versione di Barenboim.
Le dimensioni relativamente piccole de La Fenice rendono il suono morbido e rotondo ed esaltano le arpe, i violoncelli e i fiati. Ian Storey è cresciuto rispetto al 2007. La vera sorpresa è Brigitte Pinter, una Isolde giovane e statuaria, con vocalità da soprano assoluto e capacità di ascendere a tonalità alte e raggiungere con pari facilità quelle gravi. La affianca perfettamente l'ancella Brangania di Tuja Knithila. Richard Paul Fink è un Kurnewal pieno di energia, mentre Attila Jun è un Re Marco poco espressivo ma con buona voce. La regia di Paul Curran esalta la dimensione nordica, con un'azione interiore trasmessa dagli sguardi dei protagonisti. Belle le scene astratte di Robert Innes Hopkins. C'è un sostrato geopolitico messo in luce in questa edizione: il complicato mito di Tristan und Isolde non è una vicenda di corte da troubadour ma racconta un tentativo di riassetto, ove non d'unificazione, politica ed economia (con pure una moneta unica) nell'area che si estende dalla parte settentrionale della Francia alle Isole Britanniche e ai lembi della Scandinavia. Ma l'amore tra la selvaggia principessa irlandese e il casto bretone scompiglia tutto. (riproduzione riservata)


*       und
*       Attila Jun
*       Fenice
*       Tristan
*       Isolde
*       Ian Storey

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