Teatro
L'opera di Sciarrino ambientata in Laguna coinvolge studenti di regia e costumi
Aspern arriva a Venezia
Sonorità
rarefatte, silenzi e un clima di mistero permeano il singspiel
di Giuseppe
Pennisi
La Fondazione La Fenice è il teatro
d'opera italiano con maggiore produttività e l'unico che alterna titoli di
repertorio con musica contemporanea. Nell'intimo Teatro Malibran è in scena
fino al 10 ottobre Aspern, singspiel in due atti di Salvatore Sciarrino su
libretto dello stesso compositore e del regista Giorgio Marini, tratto dal
racconto The Aspern papers (Il carteggio Aspern) di Henry James.

Il singspiel alla maniera
settecentesca alterna numeri in musica, e cantati, con parti parlate.
Naturalmente, l'ouverture, le arie, i parlati, i brani solo strumentali si
stemperano gli uni negli altri e, ovviamente, non sono più quelli di una volta,
in quanto intrisi di scrittura musicale novecentesca. La musica è tesa a fare
risultare l'ineffabile, il mistero.

Il lavoro richiede un piccolo
organico orchestrale (diretto da Mario Angius), un soprano di coloratura in
grado di svettare (Zuzana Marková) e di evocare frammenti di arie molto note al
pubblico (soprattutto da Le Nozze di Figaro), un attore (Francesco Gerardi in
più ruoli) e, per le parti minori studenti dell'Iuav (Istituto universitario
d'architettura di Venezia). Anche regia, scene, costumi e luci sono ideati
dagli studenti del Laboratorio di teatro musicale, sotto la guida dei tutor
Monique Arnaud per la regia, Margherita Palli per le scene, Gabriele Mayer e
Claudio Coloretti per i costumi. Anche se non particolarmente innovative, sono
funzionali allo spettacolo e rappresentano comunque un modo intelligente per
formare i giovani e avviarli alla professione.
Misurata ed essenziale la gestualità
sulla scena, così da evitare ogni connotazione realistica che sarebbe fuori
luogo in una rappresentazione sottilmente allusiva e permeata di simbolismo.
Ottocenteschi i costumi, generalmente di colore scuro, a parte il vistoso
vestito rosso indossato da Zuzana Marková, quando appare sulla scena. Piuttosto
tradizionale l'interpretazione degli attori. L'approdo di Aspern a Venezia
potrebbe essere l'inizio di un nuovo viaggio in teatri italiani, specialmente
in quelli che cercano teatro in musica a costi contenuti e tali da attirare
pubblico delle nuove generazioni. Obiettivi che molte fondazioni si pongono a
ragione di ristrettezze finanziarie che, realisticamente, sembrano destinate a
durare a lungo. (riproduzione riservata)
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