sabato 18 aprile 2015

Il dramma di “Jenüfa” diventa una parabola del perdono in Avvenire 19 aprile



Il dramma di “Jenüfa” diventa una parabola del perdono
BOLOGNA
Jenüfa di Leoš Janácek – in scena a Bologna sino al 23 aprile in un allestimento coprodotto con Théâtre de la Monnaie di Bruxelles e con il Bol’šoj di Mosca – è, sotto l’aspetto di un dramma “verista” (allora di moda), una parabola sul perdono. La vicenda è semplice. In un villaggio della Moravia, all’inizio del Novecento, la bella Jenüfa, figliastra della Sacrestana, è corteggiata dall’aitante Steva, che, messala incinta, l’abbandona. Ne è innamorato, il fratellastro di Steva, Laça. Quest’ultimo è nevrotico e passionale come Jenüfa, mentre Steva è un ragazzaccio amorale, un arrampicatore sociale. Nello sfondo, la società morava che da rurale diventa piccolo borghese. Per far sì che Laça non desista dal matrimonio, la Sacrestana fa morire il neonato esponendolo al freddo. L’infanticidio viene scoperto proprio durante la festa di nozze tra Jenüfa e Laça, il quale si stringe ancora di più alla moglie, aiutandola a cercare speranza e riscatto nonostante la riprovazione della società che li circonda. Il folle gesto della Sacrestana verrà perdonato non solo dalla coppia (nel grandioso finale) ma soprattutto dall’Alto, anticipato dallo struggente Salve Regina del secondo atto.
Jenüfa, nell’ultimo decennio, si è vista alla Scala, a Trieste, Napoli e Spoleto ed anche in circuiti regionali. In questo allestimento, la regia e le scene sono affidate a Alvis Hermanis, direttore del Teatro di Riga che ha recentemente trionfato a Salisburgo e alla Scala con Die Soldaten, a Berlino con Così fan tutte e di nuovo a Salisburgo con Il Trovatore. I costumi sono di Anna Watkins. A differenza di altri allestimenti in cui prevalgono le tinte lievi autunnali , questa Jenüfa è la festa del colore. In buca, l’orchestra è diretta da Juraj Valcuha in modo eccellente. Nel cast Angeles Blancas Gulin spicca del ruolo della Sacrestana, Andrea Dankova è una Jenüfa di forte piglio drammatico e vocale e attoriale, Brenden Gunnell è uno Laça cesellato e con magnifici do maggiore di petto; Ales Briscein dipinge Stava come un vero gaglioffo.
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Fino al 23 aprile, in scena a Bologna, nel colorato allestimento di Hermanis

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