giovedì 16 agosto 2012

DOPO LA CADUTA in Il Velino 16 agosto

DOPO LA CADUTA

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Roma - I dati di contabilità economica nazionale dell’eurozona per il secondo semestre 2012 mostrano che l’area dell’euro è in zona recessione. Unicamente la Germania ed il gruppo di Paesi a lei più vicino mostrano segnali di crescita economica (ancorché più deboli di quelli del 2011), mentre gli altri o ristagnano o si contraggono. L’Italia è in coda ai 17 in termini di andamento del reddito nazionale sia della produzione industriale. A questo punto, occorre porsi due domande: a) se le tanto criticate profonde riforme strutturali effettuate dalla Germania, e dal resto degli Stati che tengono, non siano da imitare invece che da biasimare (come molti continuano a fare); b) se siamo veramente giunti al ‘punto di svolta inferiore’ e se possiamo guardare a ‘dopo la caduta’ come sembrano suggerire alcuni componenti dell’Esecutivo o se si scivolerà ancora prima di potere dire di essere giunti a ‘dopo la caduta’. Cerchiamo di rispondere alla seconda domanda prima di affrontare quella sulle riforme della Germania (e di altri). ‘Dopo la caduta’ – probabilmente i più giovani non lo ricordano - è il titolo di un dramma del 1964 di Arthur Miller in cui l’autore metteva in scena i quattro anni di relazione e matrimonio con Marilyn Monroe (di cui ricorrono in questi giorni i cinquant’anni dalla precoce morte). Nonostante la scarsa delicatezza di Miller di scrivere un lavoro autobiografico a così poca distanza degli avvenimenti (in Italia ci fu una memorabile interpretazione di Monica Vitti e Giorgio Albertazzi), il dramma conclude che ‘dopo la caduta’, ci vogliono obiettivi forti per uscire dalla crisi.

A mio avviso, non siamo ancora al punto di svolta e non riusciamo a pensare a ‘dopo la caduta’ proprio mancano traguardi forti e condivisi. Nel 1992, ‘dopo la caduta’ – il cui segno più eloquente fu la svalutazione del 30% del 17 settembre – riuscimmo a rimetterci in cammino perché il Paese si diede l’obiettivo condiviso di entrare nella moneta unica (allora in gestazione) ed effettuò le riforme essenziali (ad esempio, nuovo sistema elettorale, drastica revisione del sistema previdenziale) per raggiungerlo. Oggi dopo avere perso oltre il 10% del Pil nominale dal 2008 rischiamo di contrarci ancora di più perché pare mancare l’obiettivo condiviso ma il sistema politica da la sensazione di essere frammentato e privo di un baricentro (quindi incapace di fornire un obiettivo e la leadership per poterci arrivare . In Germania – veniamo alla prima domanda posta in questa nota- sono state effettuate riforme molto drastiche prima dai socialdemocratici e poi dalla grande coalizione per raggiungere, in una prima fase, l’obiettivo condiviso dell’unificazione ed , in una seconda, quello di sapersi adattare al cambiamento del contesto mondiale (in gergo economico, si parlerebbe di ‘efficienza adattiva).

In questi ultimi giorni sono state presentate varie proposte per ridurre quel debito pubblico che è uno dei freni principali alla crescita dell’Italia. Inoltre, le vicende parallele dell’Ilva di Taranto e di WindJet di Catania hanno riproposto con drammaticità i problemi del Mezzogiorno. Il ‘tagliadebito’ e la centralità dello sviluppo del Mezzogiorno potrebbero essere gli obiettivi condivisi per giungere a ‘dopo la caduta’ e riprendere a risalire la china, effettuando le riforme indispensabili (da quella del sistema elettorale)? Non possiamo che porre una domanda. Nell’amara certezza che se non si avrà una risposta tale da essere condivisa da gran parte degli italiani, la discesa continuerà.   (ilVelino/AGV)
(Giuseppe Pennisi) 16 Agosto 2012 11:14

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