venerdì 17 febbraio 2012

Musica leggera e jazz dentro l'opera di Brecht in Milano Finanza 18 febbraio

InCUFFIA
Musica leggera e jazz dentro l'opera di Brecht
di Giuseppe Pennisi

L'Opera da tre soldi di Bertold Brecht e Kurt Weill è il lavoro di teatro in musica più rappresentato in questa stagione. Due compagnie lo portano in tournée, una ha iniziato il viaggio al Verdi di Trieste e ha toccato alcune città del Sud. Dal San Carlo di Napoli è a Roma (fino al 19 febbraio) e andrà poi all'Alighieri di Ravenna dal 21 al 23 febbraio e alla Fenice di Venezia dal 7 all'11 marzo.
Una differente edizione copre il circuito toscano. L'opera approda a Lucca il 25 febbraio. A differenza di altri lavori di Brecht e Weill (per esempio Mahagonny) che richiedono voci per la lirica, l'Opera da tre soldi necessita di un organico orchestrale di piccole dimensioni e di un solo ruolo per un soprano di agilità. Gli altri si prestano a cantanti di musica leggera. È preferibile l'originale tedesco (con sovratitoli) per l'accurato intreccio tra parole e note, ma è invalsa la consuetudine di utilizzare versioni in italiano (qualche anno fa al Comunale di Bologna si usò il dialetto locale). Nell'allestimento del Napoli Teatro Festival (il più elaborato dei due), si opta per un napoletano comprensibile a tutti: la vicenda è trasportata dalla Londra del Settecento alla Napoli dal dopoguerra a oggi. Massimo Ranieri, con la voce brunita al passare degli anni e ora quasi baritonale, fa da mattatore. Buona Lina Sastri in un ruolo cucito a misura per Lotte Lenya. Di livello Gaia Aprea e gli altri. Il complesso orchestrale, guidato da Francesco Lanzillotta, miscela bene jazz e cabaret. Il pubblico si diverte ma l'Opera da tre soldi è un'altra cosa. (riproduzione riservata)


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