giovedì 5 gennaio 2012

Come riportare Londra al Tavolo dell’Unione Fiscale in Il Riformista 6 gennaio

I LIBRI DEI MINISTRI- VITTORIO GRILLI
Vittorio Grilli- Come riportare Londra al Tavolo dell’Unione Fiscale
La Befana porta doni anche ai Vice Ministri, pure a quelli considerati, a torto o a ragione, responsabili di aumenti della pressione tributaria che secondo Charles Wyplosz, professore di economia internazionale all’Istituto di Alti Studi Internazionali di Ginevra porterà un decennio od un ventennio senza crescita per l’eurozona e guai particolarmente seri agli italiani. Oggi 6 gennaio, nella calzetta della vecchina, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze ha trovato alcuni saggi recenti che possono ispirare chi, come lui, ha tanti grilli per la testa.
Il primo è di Abel M. Mateus dell’University College di Londra, una vera chicca in quanto la stesura “per gli amici vicini e lontani”, datata 29 novembre 2011, non è ancora stata pubblicata. Il titolo è succulento per chi ha il compito di negoziare l’”accordo” sull’Unione Fiscale europea:A New Architecture for the Single Currency: How to Solve the Euro Crisis – Una nuova architettura per la moneta unica e come risolvere la crisi dell’euro. Individuate le determinanti della crisi nell’eccessivo indebitamento in alcuni Stati e l’espansione smisurata del credito in altri, Mateus propone un approccio graduale (non scadenze ravvicinate come nell’”accordo” la cui bozza è stata presentata alle 26 Parti Contraenti (ossia tutti gli Stati dell’Unione Europea tranne la Gran Bretagna che si è tenuta fuori) . In pratica una nuova fase di transizione (come quella tra il Trattato di Maastricht ed il varo della moneta unica) con aggiustamenti asimmetrici (ma ben temperati delle politiche di bilancio). Tale strada potrebbe riportare Londra al tavolo del negoziato.
Il secondo dono è un estratto dall’ultimo fascicolo del Romanian Journal of European Affairs, rivista di studi che in Italia si può trovare unicamente negli scaffali dell’Accademia di Romania a Villa Borghese. E’ un saggio di Andras Inotal (noto e stimato in Patria) dell’Istituto per l’Economia Mondiale (di Bucarest): Remarks on the Future of the European Union: Domestic and Global Challenges Ahead – Osservazioni sul fturo dell’Unione Europea: sfide Interne e globali davanti a noi. Elemento centrale è la dicotomia tra consolidamento della finanza pubblica e l’esigenza di stimoli per la crescita. Inotal sostiene che senza un’”identità europea” e “valori europei” la strategia resterà monca e claudicante. Non certo una prospettiva ottimistica per il negoziato sull’euroaccordo che si vorrebbe completare entro marzo.
Più tecnico il terzo lavoro. Riguarda le Fiscal Devaluations ossia le svalutazioni fiscali (che in pratica avvengono pure all’interno di un’unione monetaria). Ne sono autori Emmanuel Farhi e Gita Gopinath di Harvard e Oleg Itskhoki di Princeton. E’ uscito quasi alla vigilia di Natale come CEPR Discussion Paper No. DP8721. Documenta che nell’UE le svalutazioni fiscali sono all’ordine del giorno e vengono in gran misura effettuate aumentato l’Iva e riducendo le imposte sul lavoro. In molti casi comportano insolvenze almeno parziali sui titoli di Stato.
Che questi saggi vogliano dire che la calza della Befana aveva una buona dose di cenere e carbone?

Nessun commento: