mercoledì 23 febbraio 2011

E LA LOTTA NELLA PUBBLICA AMMMINISTRAZIONE PASSA DAL WEB Avvenire 23 febbraio

E LA LOTTA NELLA PUBBLICA AMMMINISTRAZIONE PASSA DAL WEB
Giuseppe Pennisi

Alla fine degli Anni Novanta, utilizzando un metodo ancora differente (statistiche sui reati, di ogni genere, passati in giudicato), Giuseppe Tullio dell’Università di Brescia era giunto a definire una forte correlazione tra spesa per consumi pubblici ed opere pubbliche e criminalità sotto il profilo sia storico (dal dopoguerra alla fine del secolo appena trascorso) sia territoriale; in altri termini, quanto più si allunga la mano della pubblica amministrazione (che intermedia la spesa pubblica) tanto più si cade in trasgressioni. Pochi anni fa, in un lavoro che non credo sia mai stato pubblicato in italiano (The Determinants of Corruption in Italy:Regional Panel Data Analysis) , Alfredo del Monte ed Erasmo Papagni della Università di Napoli “Federico Secondo” hanno esaminato le determinanti della corruzione in Italia nel periodo 1963-2001 utilizzando dati relativi unicamente ai reati contro la pubblica amministrazione a livello regionale: la variabili che più incidono sul fenomeno appartengono a due grandi categorie , economiche (spese pubbliche per consumi, livello di sviluppo) e socio-politiche (concentrazione dei partiti, assenteismo alle elezioni, presenza o meno di organizzazioni volontarie attive a livello civico).

La caratteristica costante di queste analisi è la centralità della pubblica amministrazione sia nel fenomeno sia, di converso, in qualsiasi strategia si voglia adottare per contenerlo.
Un tassello importante, forse più delle varie proposte di politica legislativa sul tappeto e della stessa inserimento di strutture o personalità “anticorruzione” nella pubblica amministrazione, è un progetto pluriennale varato di recente dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (Sspa). Il progetto “Per una Cultura dell’Integrità nella Pubblica Amministrazione”, nasce con l’obiettivo di diffondere una cultura di intolleranza verso la corruzione, attraverso un programma “aperto” di informazione e formazione (corsi, seminari anche all’estero), in cui l’esperienza di esperti di lotta alla corruzione e integrità nel settore pubblico e le loro competenze vengono coniugate conl’entusiasmo di giovani ricercatori che lavorano insieme presso la Sspa.
Il progetto si inserisce nel Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità del Governo, volto a favorire la diffusione della cultura della legalità e della trasparenza all’interno della pubblica amministrazione. I direttori della ricerca (Giorgio Bernando Mattarella e Gustavo Piga), ed il Comitato Scientifico, i ricercatori ed i docenti che collaborano in varie aspetti del progetto non hanno la presunzione di voler essere la soluzione al problema; il progetto vuole semplicemente rappresentare una delle modalità con le quali stimolare la reazione della società, per renderla parte attiva e consapevole nella lotta contro la corruzione.
La creazione di una cultura condivisa implica naturalmente il coinvolgimento dell’intera società (istituzioni, cittadini compresi gli studenti), cui è possibile arrivare attraverso la scelta di un canale di comunicazione che sia accessibile a tutti e “democratico”. Da qui l’importanza di un sito web (http://integrita.sspa.it) nel quale è possibile trovare un toolkit informativo che si propone di informare in tema di corruzione: cos’è, quali i modi per misurarla, quali le cause e gli effetti, da chi e in che modo viene combattuta. Inoltre il sito rappresenta una vetrina di altre parti centrali del progetto, seminari internazionali aperti al pubblico, lezioni per i dirigenti della PA, fondamentali per approfondire la conoscenza del fenomeno e sviluppare le competenze necessarie a comprendere le situazioni a rischio e i possibili rimedi ex-ante ed ex-post. E’ anche e soprattutto uno strumento per un dialogo tra esperti e società civile (il sito contiene un “blog”, http://blogintegrita.sspa.it a cui tutti possono accedere e contribuire).
E’ questo uno strumento importante per la definizione di una strategia nazionale anti-corruzione. Un primo passo importante è la definizione di indicatori di quelli attualmente utilizzati anche a livello internazionale. Dal sito si ricava come lo staff del progetto stia lavorando ad indici di corruzione basati su misure giudiziarie con indici basati su percezioni ed esperienze dirette, grazie ad una collaborazione lanciata proprio negli ultimi giorni con Istat. E’ già un passo avanti importante rispetto alle esperienze, anche internazionali, che si sono menzionate.






Figura 1. Proporzione delle diverse tipologie di reato contro la pubblica amministrazione

Fonte dei dati: Alto Commissariato Anticorruzione, 2007
La tipologia di reato per abuso d’ufficio rappresenta la parte
Figura 2 PERCEZIONE DELLA CORRUZIONE , 2009

Fonte: Transparency International





Giuseppe Pennisi

Alla fine degli Anni Novanta, utilizzando un metodo ancora differente (statistiche sui reati, di ogni genere, passati in giudicato), Giuseppe Tullio dell’Università di Brescia era giunto a definire una forte correlazione tra spesa per consumi pubblici ed opere pubbliche e criminalità sotto il profilo sia storico (dal dopoguerra alla fine del secolo appena trascorso) sia territoriale; in altri termini, quanto più si allunga la mano della pubblica amministrazione (che intermedia la spesa pubblica) tanto più si cade in trasgressioni. Pochi anni fa, in un lavoro che non credo sia mai stato pubblicato in italiano (The Determinants of Corruption in Italy:Regional Panel Data Analysis) , Alfredo del Monte ed Erasmo Papagni della Università di Napoli “Federico Secondo” hanno esaminato le determinanti della corruzione in Italia nel periodo 1963-2001 utilizzando dati relativi unicamente ai reati contro la pubblica amministrazione a livello regionale: la variabili che più incidono sul fenomeno appartengono a due grandi categorie , economiche (spese pubbliche per consumi, livello di sviluppo) e socio-politiche (concentrazione dei partiti, assenteismo alle elezioni, presenza o meno di organizzazioni volontarie attive a livello civico).

La caratteristica costante di queste analisi è la centralità della pubblica amministrazione sia nel fenomeno sia, di converso, in qualsiasi strategia si voglia adottare per contenerlo.
Un tassello importante, forse più delle varie proposte di politica legislativa sul tappeto e della stessa inserimento di strutture o personalità “anticorruzione” nella pubblica amministrazione, è un progetto pluriennale varato di recente dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (Sspa). Il progetto “Per una Cultura dell’Integrità nella Pubblica Amministrazione”, nasce con l’obiettivo di diffondere una cultura di intolleranza verso la corruzione, attraverso un programma “aperto” di informazione e formazione (corsi, seminari anche all’estero), in cui l’esperienza di esperti di lotta alla corruzione e integrità nel settore pubblico e le loro competenze vengono coniugate conl’entusiasmo di giovani ricercatori che lavorano insieme presso la Sspa.
Il progetto si inserisce nel Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità del Governo, volto a favorire la diffusione della cultura della legalità e della trasparenza all’interno della pubblica amministrazione. I direttori della ricerca (Giorgio Bernando Mattarella e Gustavo Piga), ed il Comitato Scientifico, i ricercatori ed i docenti che collaborano in varie aspetti del progetto non hanno la presunzione di voler essere la soluzione al problema; il progetto vuole semplicemente rappresentare una delle modalità con le quali stimolare la reazione della società, per renderla parte attiva e consapevole nella lotta contro la corruzione.
La creazione di una cultura condivisa implica naturalmente il coinvolgimento dell’intera società (istituzioni, cittadini compresi gli studenti), cui è possibile arrivare attraverso la scelta di un canale di comunicazione che sia accessibile a tutti e “democratico”. Da qui l’importanza di un sito web (http://integrita.sspa.it) nel quale è possibile trovare un toolkit informativo che si propone di informare in tema di corruzione: cos’è, quali i modi per misurarla, quali le cause e gli effetti, da chi e in che modo viene combattuta. Inoltre il sito rappresenta una vetrina di altre parti centrali del progetto, seminari internazionali aperti al pubblico, lezioni per i dirigenti della PA, fondamentali per approfondire la conoscenza del fenomeno e sviluppare le competenze necessarie a comprendere le situazioni a rischio e i possibili rimedi ex-ante ed ex-post. E’ anche e soprattutto uno strumento per un dialogo tra esperti e società civile (il sito contiene un “blog”, http://blogintegrita.sspa.it a cui tutti possono accedere e contribuire).
E’ questo uno strumento importante per la definizione di una strategia nazionale anti-corruzione. Un primo passo importante è la definizione di indicatori di quelli attualmente utilizzati anche a livello internazionale. Dal sito si ricava come lo staff del progetto stia lavorando ad indici di corruzione basati su misure giudiziarie con indici basati su percezioni ed esperienze dirette, grazie ad una collaborazione lanciata proprio negli ultimi giorni con Istat. E’ già un passo avanti importante rispetto alle esperienze, anche internazionali, che si sono menzionate.






Figura 1. Proporzione delle diverse tipologie di reato contro la pubblica amministrazione

Fonte dei dati: Alto Commissariato Anticorruzione, 2007
La tipologia di reato per abuso d’ufficio rappresenta la parte
Figura 2 PERCEZIONE DELLA CORRUZIONE , 2009

Fonte: Transparency International

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