lunedì 8 agosto 2011

AL ROSSINI FESTIVAL CINQUE OPERE NONOSTANTE LA CRISI in Il Velino 8 agosto

AL ROSSINI FESTIVAL CINQUE OPERE NONOSTANTE LA CRISI
Pesaro - A Pesaro tutto esaurito nonostante gli iniziali i timori dovuti alla riduzione del Fus. Vinti grazie ai tagli al cachet e a un maggiore sforzo degli sponsor

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Pesaro - Quest’anno si è temuto davvero per il Rossini opera festival, perla dei festival musicali estivi italiani, in quanto la riduzione del Fus e le restrizioni sui bilanci della Regione Marche avevano fatto prevedere il peggio. Eppure alla vigilia dell’inaugurazione (10-23 agosto), sui manifesti e sulla stampa locale si legge “Tutto esaurito”. Ma chi vuole correre alla manifestazione non si faccia ingannare: non solo i posti di seconda galleria al Teatro Rossini e nelle file più alte della Adriatic Arena vengono messi in vendita all’ultimo momento ma capita sempre che qualcuno non ce la faccia ad arrivare: più della metà delle prevendite è infatti all’estero e spesso tramite la biglietteria vengono fatte disdette all’ultimo minuto. Il cartellone prevede cinque opere: nuovi allestimenti di “Adelaide di Borgogna” e “Mosè in Egitto”, riprese de “La scala di seta” (adorabile commedia per adulti) e de “Il Viaggio a Reims” (affidato ai giovani dell’Accademia Rossiniana), nonché la prima esecuzione mondiale (una sera soltanto e in versione da concerto) della nuova edizione critica del “Barbiere di Siviglia”. Non mancano poi concerti e una serie di eventi collaterali. Quindi i rossiniani doc e non solo possono stabilirsi a Pesaro per due settimane: mare la mattina, conferenze all’imbrunire, opere o concerti la sera. Come si è riusciti a tanto? L’impiego di nuove tecnologie ha ridotto i costi d’allestimento, gli artisti hanno tagliato i loro cachet (un regista molto famoso pare abbia rinunciato al compenso). Gli sponsor, in gran misura imprenditori locali, hanno fatto uno sforzo maggiore di quelli del passato.

Grande attesa per “Adelaide di Borgogna”, una delle pochissime partiture per completare la messa in scena dell’opera omnia di Rossini in edizione critica. È un’opera che venne rappresentata per la prima volta a Roma nel 1817 ma sparita dal 1820 o giù di lì. L’opera è stata rimaneggiata più volte ed è stato necessario un lavoro molto accurato per discernere cosa era di Rossini, o accettato da Rossini pur se composto da suoi collaboratori, e cosa frutto della fantasia o dell’improvvisazione di impresari, direttori d’orchestra e cantanti. Riapparsa in un’edizione non molto accurata al Festival di Martina Franca nel 1984, è anche una delle rare opere di Rossini chiaramente patriottiche, pur se commissionata dalla Roma dello Stato Pontificio, la cui censura tutto sommato era di manica molto più larga di quella borbonica o austriaca, pure perché usa a essere “oliata”. Dell’opera esiste un’ottima incisione di un’esecuzione al Festival di Edimburgo, un lavoro affascinante di cui gran parte del primo atto è stato ripreso in opere successive di Rossini. Grande interesse anche per il nuovo allestimento di “Mosè in Egitto”. Alle prime delle due opere (10 e 11 agosto) saranno presenti molti sovrintendenti italiani e stranieri e quindi è probabile che saranno presenti nei cartelloni di future stagioni in varie parti d’Italia. Ma siccome il Rof è anche un festival “chic”, dopo l’inaugurazione di mercoledì, 250 fortunati saranno invitati ad una cena intima dalla casa di alta moda Ratti. Il trionfo dell’esportar cantando.
(Hans Sachs) 08 Agosto 2011 12:36

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